NanaChi?

Nannai significa “Nonna” in dialetto locale. Per noi questa parola rappresenta ospitalità casereccia, tradizione e serenità. L’aver scelto questo termine per designare il nostro team vuole essere un tributo alle forti donne del paese ogliastrino, alla pasta fatta in casa accanto alla stufa e al pane cotto nel proprio forno a legna. Tutti quanti abbiamo bisogno di un po’ di vita dei vecchi tempi dopo una giornata di arrampicata, per entrare in comunione profonda con lo spirito antico del luogo che ospita il nostro meraviglioso sport.

Siamo sei Amici con una grande passione e un grande sogno in comune. L’arrampicata sportiva ha reso possibile l’incontro del nostro piccolo gruppo internazionale: alcuni di noi si sono incontrati in una palestra in Belgio, altri hanno condiviso i primi movimenti su roccia in italia e qualcuno è addirittura riuscito a trovare l’amore vero durante un viaggio epico in turchia. L’arrampicata è stata per noi il punto di partenza di grandi amicizie, amori e sogni comuni.

L’idea nata sorseggiando una birra fresca tra amici è lentamente divenuta realtà. Volevamo dar vita ad una base, ad una climbing home tutta nostra, un posto per gli arrampicatori dove poter essere circondati da paesaggi e roccia mozzafiato. E se possibile, volevamo trovare un posto ancora poco sviluppato, agli albori del suo potenziale, per dare con il nostro lavoro un contributo significativo all’economia locale.

Ed ecco Ulassai. Insieme abbiamo arrampicato le splendide vie già aperte negli anni novanta, goduto dello spettacolo dell’isola, con le sue splendide tradizioni e la sua natura selvaggia. Con nostra grande sorpresa ci rendemmo conto che l’immenso potenziale dell’area non era stato debitamente sviluppato, così raccogliemmo tutta la nostra motivazione, svuotammo tutti i salvadanai e via! Eccoci qui a lavorare sodo per rendere questo sogno una realtà e raccontarvi il nostro modo di intendere l’arrampicata.

Matteo

Un grande maestro, compagno d’arrampicata e… animale. Potreste non riconoscerlo a prima vista perchè sa assumere molteplici forme, dal surfista capellone al vecchio barbuto di montagna fino all’ordinario ragazzo di città. L’unico modo per essere sicuri che si tratti di lui e osservarlo mentre scala, danzando sulle vie come se fossero tutti quinti gradi. E’ lui l’ancora italiana ad Ulassai, che ha lavorato incessantemente negli anni addietro per assicurare al team la propria location. Matteo può facilmente alterarsi lasciando trasparire il suo istinto guerriero, ma non preoccupatevi… dentro di se non è altro che un bonaccione!

Frankie

L’unica vera macchina tritavie del team! Se non è impegnata in classe a dar lezioni o in passerella per qualche sfilata di moda, sicuramente la troverete la fuori a divorare vie una dietro l’altra come solitamente le ragazze fanno con le scatole di cioccolatini. Con il suo inconfondibile stile inglese franki vi farà tremare gridando cosi forte da farvi venire un colpo, mentre cerca di tenersi con l’ultima goccia di energia rimasta all’appiglio successivo, ben sopra il rinvio. Lei e’ inoltre una vera e propria avvocatessa della natura, con la costante sfortunata motivazione di raccogliere le cartacce che gli altri seminano in giro, per lasciare i sentieri e le falesie immacolate.

Ruben

è il cane fedele di franky e anche il climber più forte del team. Dovrete salire sulla terrazza panoramica della nannai climbing home portandovi dietro un fucile, prendere bene la mira e sparargli agli avambracci se vi aspettate di vederlo cadere durante una redpoint. Questo umile bastardo è sempre calmo e rilassato, in perfetto equilibrio con se stesso e il dolce paesaggio circostante. C’è soltanto una cosa che lo stressa di brutto: è quando il boss del villaggio Pietro Deidda compare all’improvviso in falesia per invitarlo a fare spuntino (una vera tipica cena sarda, della durata media di 8 ore) per l’infinitesima volta…

Liz

Vi state chiedendo com’è possibile che una ragazza canadese possa finire a far parte di un progetto come nannai, cercando di sviluppare la cultura dell’arrampicata in una delle aree più selvagge della sardegna? Semplice! Basta mollare di colpo il proprio lavoro di ingegnere in Canada e perdersi in viaggio tra le alpi italiane e le migliori falesie europee con un branco di scalatori appena conosciuti in falesia. Per il resto basta avere le palle! Liz scala senza paura nonostante sia abbastanza neofita in questo sport, e sa spingersi oltre i propri limiti come nessun’altro. Se vi capitasse mai di farle sicura in falesia, magari per cercare di corteggiarla, fareste meglio ad essere molto in gamba con il grigri…

Sofie

è la dolce e ragionevole metà di paolo. Sofie cerca sempre di dare il meglio di se per la comunità, lavorando sodo con progetti sociali che connettano l’educazione dei giovani con quella ambientale e dell’outdoor. Fu lei ad ideare il nome del nostro team, che in dialetto locale sardo significa Nonna, in segno di rispetto per i nostri vecchi e un monito per ricordarci la saggezza che serve a tenere unita una grande famiglia. Tra un’arrampicata e l’altra, sofie ha anche il difficile compito di badare ai suoi due figli, matteo-blu e paolo-pupazzi… Attualmente se ne vivono tutti e tre in belgio per la maggior parte dell’anno, ma Ulassai li acclama già come cittadini onorari!

Matteo, Bandit and Sbam

These little guys pull the strings from behind the scenes and swore a secret oath to take over the world. They put a charming spell on everyone that crosses their paths and use them as their puppets to gather icecream, sticks and toys. They decide day by day when we should eat, play or sleep. Fighting them is useless as they  have a wide variety of punishments to correct misbehaving in their pack.

Paolo

Paolo ha condiviso i suoi primi passi su roccia con matteo, crescendo e scalando insieme tra le aree di finale ligure e ceuse. Egli si è progressivamante trasformato in un guerriero scalatore e la cosa l’ha portato a mollare il vecchio lavoro e trasferirsi per un anno allo josito camp in turchia. Là il ragazzo ha messo su i muscoli per scalare vie dure, e cosa ancor più inaspettata, ha trovato l’amore della sua vita. Come deliziosa conseguenza gli è subito capitato di duplicare il proprio dna e generare un giovane mostro, matteo-blu, adorabile bimbo che paolo cerca costantemente di crescere ed educare come uno zingaro-pirata che non abbia paura di affrontare nulla nella vita… (tranne sua madre).